Una salita performativa alla montagna alla ricerca di un nuovo equilibrio col mondo.
di Stefano Beghi e Allegra de Mandato voci e progetto sonoro Stefano Beghi con Stefano Beghi e Susanna Miotto organizzazione Maddalena Vanolo un progetto OFFICINA CARBONARA di Karakorum Teatro in collaborazione con TEDxVarese produzione Karakorum srl Impresa Sociale
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Vi è qualcosa di grandioso nella vita, che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve in infinite meravigliose forme, tutte generate da un unico, semplice, inizio.
Charles Darwin
Una storia sulla fine del mondo, sul cambiamento climatico, su ciò che sarà il futuro… o meglio, su quello che potrebbe essere.
“E ciò che sarà” è una passeggiata immersiva che conduce il pubblico fino alla cima di una montagna, fino in fondo alla strada, dove finisce ogni possibilità di andare oltre, là dove tutto finisce per forza, dove c’è posto solo per qualcosa di veramente nuovo.
La performance, audioguidata con un sistema di radiocuffie, propone al pubblico un’esperienza collettiva di ascolto e fatica. Mette i partecipanti in contatto diretto con i segni del cambiamento climatico e, al contempo, con la storia del genere umano, con il suo bisogno di qualcosa di più, con il suo desiderio di futuro.
La drammaturgia propone un’avvincente narrazione della storia dell’umanità, dalla comparsa dei primi ominidi fino a oggi.
Affronta il tema del cambiamento climatico con un approccio critico ma speranzoso. Propone al singolo spettatore un’esperienza intima e personale, senza però rinunciare a collocarlo all’interno di una comunità, di un gruppo di persone desiderose di condividere una ricerca, di trovare insieme il modo per salvarsi. Sì, perché questa volta o ci si salva tutti, o non si salva nessuno.
Ma come si fa? “Per salvarsi bisogna salire” dice la voce narrante.
È l’istinto che spinge gli animali ad andare in alto per mettersi in salvo.
È l’istinto di sopravvivenza che spinge ogni essere vivente a non rinunciare al futuro… il proprio e quello della propria specie.
Ma cosa succederebbe se scoprissimo che salire non basta più?
Metodologie
Il progetto coniuga esperienza e drammaturgia.
Attraverso l’uso delle radio cuffie, il pubblico ha la possibilità di muoversi nello spazio, di esplorare, di camminare. La performance pone immediatamente lo spettatore nella posizione del protagonista di un agire, di un mettersi in cammino, di un fare fatica. Eppure, allo stesso tempo, lo toglie dal centro della scena. Lo mette di fronte ai propri limiti, ai propri bisogni, a quelli dei propri compagni, a quelli dell’intera umanità. Di fronte al cambiamento climatico non servono protagonisti. Servono strategie collettive, una nuova consapevolezza condivisa, una nuova umanità in grado di camminare insieme.
È anche per questo che “E ciò che sarà” accompagna gli spettatori in un ambiente naturale e li mette in contatto diretto con i segni del cambiamento climatico. Rinuncia alla retorica privilegiando l’esperienza, l’azione, la condivisione concreta di una ricerca, di un sogno, di una speranza.