GRADISCA COLD CASE

Un vero cold case da risolvere attraverso Telegram.

GRADISCA COLD CASE

800 450 Officina Carbonara

Un vero cold case da risolvere attraverso Telegram.

concept, drammaturgia e disegno sonoro Stefano Beghi e Riccardo Tabilio voci Susanna Miotto ed Emanuele Arrigazzi sviluppo software Marco Prestigiacomo grafiche in-game Riccardo Tabilio e Midjourney grafica e loghi Francesco Paolo Cappellotto un progetto OFFICINA CARBONARA di Karakorum Teatro produzione Karakorum S.R.L. Impresa Sociale e Quarantasettezeroquattro

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Che fine ha fatto il professor Marko Švab?
Gradisca Cold Case è un’indagine intorno a un personaggio misteriosamente scomparso a Gradisca nel 1954, un professore dalle idee utopistiche e dalla vita nomade. È un vero e proprio cold case, un caso irrisolto proveniente dal passato, che chi partecipa alla performance può risolvere esplorando la città e decidendo in prima persona dove orientare le indagini. Attraverso il proprio profilo Telegram, si riceveranno indicazioni e indizi sulla possibile sorte del professore scomparso e insieme un racconto avvincente della storia del borgo e dei personaggi che lo hanno abitato – da Maria Bergamas, la madre del Milite Ignoto, all’intellettuale ebreo Elia Morpurgo, allo scrittore gotico Carlo H. De Medici. Fino a un finale che ci proietta nel presente, nella Gradisca di oggi, col suo passato stratificato e con il suo futuro ancora da scrivere.

Idea

«Di Marko Švab, eccentrico professore, un giorno del 1954, si perdono le tracce. Ultimo luogo in cui è stata verificata la sua presenza? Gradisca d’Isonzo. Partiamo da qui, Capo?» Gradisca Cold Case è un giallo, ed è insieme una performance multimediale e un’esplorazione urbana.
Gradisca Cold Case è una storia vera? No… ma anche sì. Grazie alle potenzialità offerte dagli smartphone e da applicativi di intelligenza artificiale, gli autori dipingono un mondo a cavallo tra la verità e l’immaginazione, mettendo i partecipanti in una relazione diretta con personaggi virtuali ma capaci di divertirsi, appassionarsi e prendersi cura di loro. È così che Gradisca Cold Case diventa anche un modo nuovo per entrare in contatto con il territorio, scoprire la sua storia, il suo patrimonio, la sua identità, per trasformare una visita in un’avventura, il turismo in un atto poetico, lo spettacolo in un gioco.
Il partecipante, dotato del proprio telefono e dell’app di messaggistica Telegram, gira per il centro della città isontina. In dialogo con la fida assistente Diana, che da remoto fornisce suggerimenti e informazioni, lo spettatore raccoglie indizi, scopre personaggi e vicende sorprendenti. Obiettivo? Ricostruire la storia di Marko Švab attraverso le tracce che ha lasciato dietro di sé, e i pensieri lirici e utopistici incisi su nastro. Il partecipante si fa detective: legge la città e i suoi segni, ricompone una vita fuori dal comune – incastonata dagli autori nella Storia con la S maiuscola – riuscendo (forse) a venire a capo di una vicenda umana appassionante, la storia di un sognatore, di una città di confine, di un pezzo del mondo che è anche il nostro.

Metodologie

Gradisca Cold Case è una performance che prende vita a partire da LaiKA, un format performativo, transmediale e immersivo che sfrutta un sistema automatizzato di dialogo (un chatbot) capace di condividere con il singolo spettatore contenuti multimediali diversificati e fruibili direttamente con il proprio smartphone. LaiKA mette l’utente di fronte a delle scelte da compiere: sono esse a tracciare l’itinerario dell’esperienza di ciascuno e lo sviluppo narrativo della vicenda.

Cosa dice il pubblico?