I confini (connettori geografici, economici, turistici e culturali) suggeriscono il punto di partenza per una modalità “nuova” di lavorare sul territorio e portare in scena la frontiera.
un progetto OFFICINA CARBONARA di Karakorum Teatro/La Confraternita del Chianti produzione Karakorum srl Impresa Sociale
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Vasi Comunicanti è un format di progetto culturale appositamente pensato per le aree di frontiera. Nasce dal desiderio di riscoprire il valore delle zone di frontiera, veri e propri connettori culturali.
Il progetto sviluppa azioni culturali ad hoc che generano impatto da entrambi i lati del confine (geografico, storico o amministrativo) in ottica di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale e di sviluppo delle comunità frontaliere.
Il progetto lavora attorno ai temi della storia e della cultura locale, delle identità, della memoria, delle lingue, dei dialetti.
A ogni edizione, Vasi Comunicanti porta gli artisti di Officina Carbonara in contatto con persone e comunità. Da questo incontro, ogni anno, nascono racconti inediti che danno forma a una memoria collettiva e al contempo riflettono attorno al tema dei confini.
Idea
In due contenitori comunicanti, un liquido libero tenderà a distribuirsi fino a raggiungere lo stesso livello in entrambi i contenitori.
Le frontiere non sono linee definite ma aree territoriali ampie, “liquide”. Sono abitate da comunità in continua evoluzione che nascono dall’incontro tra culture differenti che convivono, si mischiano e diventano una, o magari nessuna (come pensa chi passa di lì senza fermarsi mai per un po’).
Le frontiere sono luoghi a sé, impossibili da definire, da descrivere in una forma netta, sono un flusso in continua trasformazione che non può essere fermato, non può essere disegnato… ma solo raccontato.
Ispirandosi al principio fisico dei vasi comunicanti, il progetto si muove alla ricerca di storie e narrazioni che sappiano valorizzare la matrice identitaria comune dei “popoli di frontiera”. È possibile che nelle storie delle singole persone che vivono a cavallo dei confini geografici, dove le identità nazionali si sciolgono l’una nell’altra, venga a galla l’identità di una comunità europea?

Vasi Comunicanti 2019
Performance per uomini e barche | Càsoro-Lugano (CH), Morcote (CH), Porto Ceresio (IT)

Vasi Comunicanti 2020
Il ruolo “curativo” dello spazio pubblico | Càsoro-Lugano (CH), Lavena Ponte Tresa (IT), Morcote (CH), Porto Ceresio (IT)

Vasi Comunicanti 2021
Attraversare le “nuove” frontiere | Albiolo (IT), Solbiate con Cagno (IT), Uggiate-Trevano (IT), Valmorea (IT)

Vasi Comunicanti 2022
Di sassi, donne, diavoli e lavoro | Arzo (CH), Besazio (CH), Clivio (IT), Meride (IT), Saltrio (IT), Tremona (CH)

Vasi Comunicanti 2023
Porta in scena la frontiera | Besazio (CH), Clivio (IT), Meride (CH), Saltrio (IT)

Vasi Comunicanti 2024
Storie di guerra in tempo di pace | Balerna (CH), Chiasso (CH), Cavallasca e San Fermo della Battaglia (IT)
VASI COMUNICANTI. Lo spettacolo
https://www.officinacarbonara.eu/wp-content/uploads/sites/3/2024/12/Progetto-senza-titolo-83.png 1200 676 Officina Carbonara Officina Carbonara https://www.officinacarbonara.eu/wp-content/uploads/sites/3/2024/12/Progetto-senza-titolo-83.pngLo spettacolo che raccoglie le storie del progetto “Vasi Comunicanti”.
VASI COMUNICANTI. Podcast
https://www.officinacarbonara.eu/wp-content/uploads/sites/3/2024/12/Progetto-senza-titolo-84.png 1000 563 Officina Carbonara Officina Carbonara https://www.officinacarbonara.eu/wp-content/uploads/sites/3/2024/12/Progetto-senza-titolo-84.pngI podcast delle storie del progetto “Vasi Comunicanti” prodotti da RSI-Radiotelevisione Svizzera.
VASI COMUNICANTI. Racconti dalla frontiera
https://www.officinacarbonara.eu/wp-content/uploads/sites/3/2024/10/Progetto-senza-titolo-85.png 1000 563 Officina Carbonara Officina Carbonara https://www.officinacarbonara.eu/wp-content/uploads/sites/3/2024/10/Progetto-senza-titolo-85.pngLe storie del progetto raccolte per la prima volta in un volume pubblicato da Editoria&Spettacolo.
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Rassegna stampa
“È necessario rimettere in moto le comunità locali e riscoprire il ruolo aggregatore e “curativo” dello spazio pubblico, che per molto tempo è totalmente scomparso dalla quotidianità delle persone.”
(VareseNews)
“Sembra di entrare in film come “La vita è bella” di Benigni (il primo tempo) o “Amarcord di Fellini. È il sogno di epopee lontane da sagra paesana, che resiste anche quando si narrano brutture.”
(Vincenzo Sardelli, KLP)
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