DAVID – come quando eravamo felici

Ogni padre crede di conoscere il proprio figlio. Anche lui lo credeva, fino a stamattina.

DAVID – come quando eravamo felici

1000 563 Officina Carbonara

Ogni padre crede di conoscere il proprio figlio. Anche lui lo credeva, fino a stamattina.

testo e regia di Marco Di Stefano
dramaturg
Chiara Boscaro
con
Andrea Trovato
disegno luci e ambiente sonoro di
Marcello Seregni
assistente alla regia
Alberto Corba
un progetto
Officina Carbonara de La Confraternita del Chianti
una produzione
Associazione Interdisciplinare delle Arti

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DAVID parte da un fatto di cronaca, o meglio, da più fatti di cronaca che ogni anno avvengono tra Stati Uniti ed Europa. È la storia di un ragazzino di 13 anni che prende dalla cassaforte la pistola del padre e compie una strage a scuola. Un ragazzino che proviene dalla borghesia, con un padre medico e una madre avvocato. Un ragazzino appassionato di fisica e basket, un normale tredicenne che frequenta una scuola privata.
DAVID è la storia di un padre che ci racconta del rapporto con il suo bambino, un rapporto felice fino al giorno della strage. Perché niente fino a quel giorno ha mai fatto pensare a un vuoto così grande da poter esplodere in un atto di tale violenza.
DAVID racconta di un padre messo alla prova, una prova che mai avrebbe pensato di affrontare. Perché ogni genitore crede di conoscere i propri figli e che i propri figli non siano in grado di compiere un atto mostruoso, un atto talmente orrendo da marchiarli a vita. E con loro anche il resto della famiglia.
DAVID è un testo che indaga il male che si nasconde dentro di noi e dentro i nostri figli, un male che spesso non riusciamo a vedere. O che non vogliamo vedere.

“Ciao papà… Senti, lo so che stamattina devi operare e non voglio distrarti troppo, che poi magari sbagli qualcosa e dimentichi le pinze nella pancia di un povero disgraziato (ride) ma volevo dirti che sono stato contento di far colazione insieme stamattina. Lo so che facciamo sempre colazione insieme, ma oggi è diverso. Oggi è un giorno particolare per me, anche se non ti ho detto niente. Oggi mi prendo la mia rivincita. Ma non preoccuparti, poi capirai, ora pensa solo all’operazione che devi fare. Quella col nome strano. Ti voglio bene, papà.”

Rassegna stampa